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Sogno
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Il mwdasogno (dal latino mwdqsomnium, derivato da, "mwdgsonno")cite-ref-1[1] è un fenomeno mwewpsichico legato al sonno, in particolare alla fase mwfaREM, caratterizzato dalla mwfqpercezione di mwfgimmagini e mwfwsuoni riconosciuti come apparentemente reali dal soggetto sognante. È definito anche mwgapensiero notturno.
Il sogno ha da sempre attratto la curiosità di scienziati e ricercatori, ed è stato oggetto di studio della mwggfilosofia, della mwgwpsicologia e della mwhafisiologia. Le moderne tecniche di mwhqneuroimmagine hanno permesso di approfondire i mwhgprocessi neurobiologici che avvengono durante il sogno dando vita a una nuova fase di ricerca basata non più solo su ipotesi psicologiche, ma su riscontri fisici verificabili. Nonostante questo, non esiste ad oggi una teoria sufficientemente condivisa sulla funzione del sogno e sul suo valore adattivo per l'individuo, e il tema rimane oggetto di dibattito tra gli studiosi.
L'mwiaarte divinatoria che pretende di interpretare i sogni si chiama mwiqoniromanzia; mentre la capacità di prendere coscienza dei sogni viene definita mwigonironautica o mwiwmwjasogno lucido.
Contents
• Storia
• Cartesio
• Note
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Neurologia dei sogni
Non esiste una definizione mwmwbiologica universalmente accettata dei sogni. In generale si osserva una forte corrispondenza con la fase REM, in cui l'mwnaelettroencefalogramma rileva un'attività cerebrale paragonabile a quella della mwnqveglia. I sogni che siamo in grado di ricordare, non avvenuti durante la fase REM, sono a confronto più banali.cite-ref-dement1957-4-0[4] Un uomo in media sogna complessivamente per sei anni durante la sua vita,cite-ref-5[5] circa due ore per ogni nottecite-ref-6[6].
Fasi del sonno
Quando il corpo avverte la necessità di dormire, i neuroni situati nelle vicinanze degli occhi iniziano a mandarvi segnali. Secondo Michael Smith, questi neuroni sono situati tanto vicino a quelli che controllano le palpebre che queste iniziano ad apparire "pesanti".cite-ref-7[7] Le ghiandole secernono un ormone che favorisce il sonno e i neuroni inviano segnali al midollo spinale che rilassa il corpo.
Scoperta della fase REM
Nel mwua1953 Eugene Aserinsky, allora studente di mwugdottorato, mentre usava un mwuwpoligrafo per registrare le mwvaonde cerebrali durante il sonno, scoprì la fase REM notando che gli occhi dei dormienti si muovono pur con le palpebre chiuse. In una sessione svegliò un paziente che stava piangendo durante la fase REM, potendo quindi trovare conferma in quanto aveva presupposto precedentemente.cite-ref-8[8] Aserinsky e il suo relatore, mwwqNathaniel Kleitman, pubblicarono gli studi sulla rivista mwwgmwwwScience.cite-ref-as-science-9-0[9]
Nel 1976, J. mwyqAllan Hobson e Robert McCarley proposero una nuova teoria che cambiò radicalmente il sistema di ricerca, sfidando la precedente visione freudiana dei sogni come desideri del subconscio che dovrebbero essere interpretati. La teoria di attivazione di sintesi asserisce che le esperienze sensitive sono fabbricate dalla corteccia come un mezzo per interpretare i segnali mwzacaotici dai ponti neuronali. Questi propongono che, durante la fase REM, le onde della sinapsi ascendente PGO (ponto-genicolo-occipitale) stimolino la parte alta del mwzqmesencefalo e del mwzgprosencefalo, producendo rapidi movimenti degli occhi. Il proencefalo, così attivato, sintetizza il sogno all'esterno delle informazioni generatesi internamente. Questi presumono inoltre che le stesse strutture indurrebbero anche le informazioni sensoriali della fase REM.
Le ricerche di Hobson e McCarley nel 1976 suggerirono che i segnali interpretati come sogni hanno origine nel tronco del cervello durante la fase REM. Comunque la ricerca di Mark Solms suggerisce che i sogni sono generati nel romboencefalo e che la fase REM e i sogni non sono direttamente correlati.cite-ref-10[10] Lavorando nel reparto di neurochirurgia in ospedali a mwbaJohannesburg e mwbqLondra, Solms aveva accesso a pazienti con vari danni al cervello. Cominciò quindi a interrogare pazienti sui loro sogni e scoprì che coloro che avevano registrato danni al mwbglobo parietale avevano smesso di sognare; questa scoperta era in linea con la teoria del mwbw1977 di Hobson. Comunque Solms non incontrò casi di perdita della capacità di sognare nei pazienti che avevano danni al tronco cerebrale. Questa conclusione lo portò a mettere in discussione la teoria prevalente di Hobson, secondo cui il tronco è la fonte dei segnali che vengono interpretati come sogni. Solms formulò l'idea del sogno come una funzione di molteplici e complesse strutture cerebrali, confermando quanto presupposto dalla teoria freudiana dei sogni, idea che aveva incontrato le critiche di Hobson.cite-ref-11[11]
Teoria dell'attivazione continua
Combinando le ricerche di Hobson e Solms, la mwdgteoria di continual-activation del sognare presentata da Jie Zhang propone che sognare è un risultato dell'attivazione del cervello e della sintesi allo stesso tempo, poiché il sogno e la fase REM del sonno sono controllati da differenti meccanismi cerebrali. Zhang ipotizzò che le funzioni del dormire sono una sorta di trasferimento delle informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, sebbene non vi sia un'assoluta certezza sulla teoria del "consolidamento" della memoria. Il sonno non-REM tratta la memoria consapevole-relativa, e il sonno-REM tratta la memoria relativa e inconscia (mwdwmemoria procedurale)
Zhang presunse che, durante la fase REM, la parte inconscia del cervello sia occupata nel processare la memoria procedurale; nel frattempo, il livello di attività nella parte consapevole del cervello scende a un livello molto basso come i contributi dal sensorio, che risulta fondamentalmente disconnesso. Questo provoca il meccanismo di "continuo-attivazione" che genera un fiume di dati dalla memoria immagazzinata alla parte consapevole del cervello. Zhang propone che, con il coinvolgimento del sistema pensante e associativo, sognando, il cervello del sognante mantenga la stessa memoria finché si verifica la sua successiva inserzione. Questo spiegherebbe perché i sogni hanno ambo le caratteristiche della continuità (all'interno di un sogno) e dei cambi improvvisi (tra due sogni).cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]
Sogni e memoria
Eugen Tarnow suggerì che i sogni sono una forma di stimolazione continua della mwgwmemoria a lungo termine, durante tutto il corso della vita. La stranezza dei sogni è dovuta alla configurazione della memoria a lungo termine, memore delle scoperte di mwhaWilder Penfield e Rasmussen, secondo cui le stimolazioni elettriche della corteccia cerebrale darebbero origine a esperienze sensoriali del tutto simili ai sogni.
Durante la normale attività giornaliera una funzione esecutiva interpreta la memoria a lungo termine, verificando la veridicità dei singoli eventi. La teoria di Tarnow è una riscrittura della teoria di Sigmund Freud sui sogni, in cui l'inconscio è sostituito con il sistema di memoria a lungo termine e il mwhgLavoro di Sogno di Freud descrive la struttura di memoria a lungo termine.cite-ref-14[14]
Ippocampo e memoria
Uno studio del mwkq2001 ha mostrato l'evidenza che le ubicazioni illogiche, i caratteri e i flussi di sogno possono aiutare il cervello a fortificare il concatenamento e il consolidamento della mwkgmemoria semantica. Questa occasione potrebbe realmente verificarsi in quanto durante la fase REM il flusso di informazioni tra l'ippocampo e la corteccia si riduce. Livelli in aumento dell'ormone dello stress mwkwCortisolo fanno inoltre decrescere (spesso durante il sonno di REM) la comunicazione. Una tappa del consolidamento della memoria è il concatenamento di ricordi distanti ma correlati. Payne e Nadel hanno ipotizzato che i ricordi vengano concatenati in un resoconto liscio simile al processo che accade quando la mente è sotto stress.
Un gruppo di neuroscienziati italiani coordinati da mwlqLuigi De Gennaro ha condotto uno studio che ha fornito alla comunità scientifica le prime evidenze circa la possibile associazione tra caratteristiche morfo-anatomiche dell’mwlgippocampo e dell'mwlwamigdala e aspetti qualitativi dei sogni, in particolare la loro bizzarria.
Più nel dettaglio, attraverso l’utilizzo di tecniche e strumenti come l’mwmqimaging a risonanza magnetica e in particolare dell’mwmgimaging con tensore di diffusione, i ricercatori italiani hanno esplorato la correlazione tra alcune caratteristiche strutturali (ad esempio mwmwdiffusività e dimensioni) di specifiche aree cerebrali (amigdala e ippocampo) e aspetti narrativi del sogno, quest’ultimi rilevati per mezzo di diari compilati dai soggetti sperimentali. Le conclusioni della ricerca sono state che la bizzarria, una delle caratteristiche analizzate assieme all’intensità emotiva e alla vividezza del sogno, risulterebbe positivamente associata ad una maggiore diffusività registrata nella parte destra dell’amigdala (segno di una ridotta integrità strutturale di quest’area) e negativamente associata con le dimensioni (o volume) della parte sinistra della stessa area. Un’associazione, anche se ridotta, è stata evidenziata con le dimensioni dell’ippocampo.cite-ref-15[15]
Funzione dei sogni
Ci sono molte ipotesi relative alla funzione dei sogni. Durante la notte ci possono essere molti stimoli esterni, ma la mente rielabora gli stimoli e ne fa parte integrante dei sogni, nell'ordine in cui il sonno procede. La mente sveglia l'individuo nel caso si dovesse trovar in pericolo o se qualificato a rispondere a certi suoni; ad esempio un bambino che piange. I sogni possono permettere anche alle parti represse della mente di essere soddisfatte attraverso la fantasia mentre tiene la mente lontana da pensieri che ne causerebbero un risveglio improvviso.cite-ref-16[16]
Freud suggerì che gli incubi lasciano al cervello la funzione di controllare le emozioni; esse sono il risultato delle esperienze "dolorose". I sogni lasciano anche esprimere alla mente sensazioni che sarebbero normalmente soppresse da svegli, tenendoci così in armonia. Inoltre, l'attività onirica, può offrire una vista sulle emozioni legate ad eventi futuri (accade nel periodo di veglia, in occasione di un colloquio di lavoro o, comunque, di un'esperienza emozionante).
mwqaCarl Gustav Jung suggerì che i sogni possono compensare atteggiamenti unilaterali attuati da svegli.
Ferenczi propose che il sogno può comunicare qualcosa che non si sta dicendo completamente. Ci sono state anche analogie con le operazioni di manutenzione automatica dei computer operate quando questi sono in modalità offline. I sogni possono rimuovere "nodi parassiti" ed altra "spazzatura" mentale.cite-ref-17[17]cite-ref-18[18] Essi possono creare anche nuove idee, attraverso la generazione di mutazioni di "pensieri casuali"; alcune di queste possono essere rifiutate dalla mente come inutili, altre possono essere viste come preziose e mantenute. Blechnercite-ref-19[19] definì questa come la teoria dell'mwtgOnirismo Darwiniano. I sogni possono, inoltre, regolare l'umore.cite-ref-20[20]
Hartmanncite-ref-21[21] disse che i sogni possono funzionare come la mwwapsicoterapia «attivando connessioni in un posto sicuro» e, quindi, permettono al sognante di integrare "cose e pensieri" che, altrimenti, verrebbero dissociati (nella fase conscia).
Recenti studi di Griffin hanno condotto alla formulazione della «teoria di adempimento dell'aspettazione di sognare» che suggerisce che sognando metaforicamente si completino modelli di aspettazione emotiva e, consequenzialmente, si abbassino i livelli di stress (diminuzione della produzione del cortisolo).cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]
Sogni lucidi
A volte capita di acquisire consapevolezza del fatto di trovarsi in un sogno. Essendo coscienti del fatto che tutto l'ambiente è una creazione della nostra mente, è possibile manipolare a piacimento gli oggetti e gli eventi del nostro sogno. Alcune persone, definite "sognatori lucidi naturali" oppure "onironauti", hanno la capacità di rendersi conto di trovarsi in un sogno senza applicare tecniche particolari. Al contrario, molte altre ricercano queste esperienze impegnandosi nell'applicazione di alcune tecniche che possono aiutarli nel raggiungere l'obiettivo.
Storia
Il ruolo dell'interprete dei sogni è presente nella storia delle principali civiltà del mondo antico, dove era tenuto in grande considerazione e prestigio presso la corte dei re. La facoltà di interpretare sogni e visioni era in genere associata al dono della profezia, e al privilegio di un colloquio personale con entità spirituali, quali angeli e Dio stesso.
Personalità storiche che rivestirono questo ruolo di potere furono ad esempio:
• l'arabo mw0gAchmet, figlio dell'interprete dei sogni alla corte del califfo mw0wal-Maʾmūn, fondatore della mw1aoniromanzia islamica, che a sua volta afferma nell'mw1qOneirocriticon di essere stato allievo dei consiglieri di corte dei re di India, Persia, Egitto;
• il greco mw1wArtemidoro di Daldi che dedica i primi tre dei quattro libri dell'mw2aOneirocritica a mw2qMassimo di Tiro, retore a Roma presso l'imperatore mw2gCommodo;
• il greco mw3aArtemidoro di Efeso inviato come ambasciatore a Roma.
Il sogno nella preistoria
Il sogno è un'attività del pensiero umano che ha interessato l'uomo fin dai primordi della civiltà. Il disegno a mw3wcarboncino in una delle mw4aGrotte di Lascaux può essere considerato la rappresentazione di un sogno.cite-ref-24[24] In questo documento l'autore disegna ciò che vede con la mw5qfantasia: l'uccisione del mw5gbisonte durante una battuta di mw5wcaccia. Esso è analogo a un sogno ad occhi aperti, disegnato a mw6amemoria.
L'epopea di Gilgamesh
La prima testimonianza scritta è riportata in uno dei primi libri prodotti dal genere umano, l'mw6wmw7aEpopea di Gilgameš, composta intorno al mw7q2000 a.C. su tavolette di creta asciugata al sole e rinvenute nella mw7gbiblioteca di mw7wAssurbanipal, a mw8aNinive nel mw8q1852 (ma riconosciute solo nel mw8g1870 dall'mw8wassiriologo inglese mw9aGeorge Smith). mw9qGilgameš sogna di incontrare mw9gEnkidu, con cui dapprima ingaggia una lotta, ma poi, riconosciutane la forza, lo porta davanti alla madre e lo adotta come gemello. Quando Gilgamesh racconta questo sogno alla madre Ninsun, lei lo interpreta in questo modo:
«Un compagno forte verrà da te, uno che può salvare la vita di un amico, egli è potente nella montagna, egli possiede la
forza
. La sua forza è così grande come quella del firmamento di An. Tu lo amerai come una moglie, e lo terrai stretto a te, ed egli avrà sempre cura della tua salute. Il tuo sogno è buono e favorevole.»
(Epopea di Gilgamesh)
In questo caso la madre (la dea-sacerdotessa Rimat-Ninsun), fornisce un'interpretazione profetica del sogno.
Il sogno presso i Sumeri
Nella civiltà mw-wsumerica troviamo il rituale dell'mw-aincubazione. Questa pratica richiedeva che un individuo scendesse in un luogo sacro sotterraneo, dormisse una notte intera e andasse poi da un interprete a raccontare l'eventuale sogno, che di solito rivelava una profezia.
La Bibbia e i sogni
Antico Testamento
Nel mwaqamwaqeLibro della Genesi (Gen 40:8), il mwaqipatriarca mwaqmGiuseppe attribuisce ad un dono di Dio tanto la profezia quanto la facoltà di interpretare i sogni.
In questo libro, è presente il maggiore dei sogni menzionati nella Bibbia,cite-ref-25[25]cite-ref-26[26] quello del faraone che vede mwaq0sette vacche grasse e sette vacche magre: nessuno sa interpretare il sogno, finché è chiamato Giuseppe.cite-ref-27[27] L'interpretazione del sogno in questione è di tipo profetico ma assume anche un carattere religioso: Giuseppe, infatti, pensa che si tratti di una mwariteofania, ovvero di una visione inviata direttamente da Dio. Nella Genesi è anche presente il sogno della mwarmScala di Giacobbe in cui una teoria di angeli sale e una scende da una scala che raggiunge il cielo.
Il sogno di re mwaruSalomone in Gàbaon, raccontato per ben due volte nella Bibbia,cite-ref-28[28] è invece caratterizzato dalla particolarità di non presentare un contenuto profetico che necessita di un'interpretazione successiva, ma di riferire un dialogo sincero, diretto e personale fra la divinità e il Suo servitore, che chiede e ottiene il dono della sapienza e del discernimento spirituale.
La mwarsstoria di Ahikar, gran visir di Assiria, che riguarda il primo interprete di sogni e visioni noto nei tempi antichi, è accennata nella Bibbia (mwarwmwar0Libro di Tobia, cap. 10), oltreché in vari testi greci e in un manoscritto per ognuna delle seguenti civiltà: accadico, egiziano, armeno, siriaco, arabo.
Vanno poi ricordati due profeti ebraici, mwar8Sofonia e mwasaDaniele (quest'ultimo attivo presso il mwaseRe di Babilonia), esplicitamente indicati come mwasineviìm nella Scrittura: sono figure di mediatori che ricevono visioni e parlano con Dio o con gli angeli.
Nuovo Testamento
Nel mwasuNuovo Testamento si ricorda il sogno fatto da mwasyClaudia Procula, moglie di mwascPonzio Pilato: mentre il funzionario stava decidendo se condannare a morte o meno Gesù, la donna capì interpretando la propria visione che quell'uomo era innocente.cite-ref-29[29]
Il sogno presso i Greci e i Romani
Marco Lorandi nel suo libro mwas4La realtà dell'invisibile. Arte, Letteratura, "Follia" scrive che nel mondo greco il sogno comprendeva le tre divinità di mwas8Hypnos, mwataEros e mwateThanatos «che incarnano quello che modernamente possiamo identificare nella triade di una condizione psichica dell'anima, vale a dire la situazione del sogno come avvenimento, accadimento nel sonno».cite-ref-30[30]
I Greci ripresero l'usanza dell'incubazione, andando in un bosco sacro o in una grotta, dove scavavano una buca, o recandosi presso un tempio di mwatcAsclepio. Lì si accoccolavano sperando di riuscire a dormire e quindi a sognare; in seguito consultavano l'esperto in oniromanzia. Le interpretazioni assumevano un ruolo di cura e guida spirituale. Tra gli interpreti ve ne erano di famosi, come mwatgArtemidoro di Daldi, forse il primo a scrivere un'opera sull'argomento, intitolata mwatkL'interpretazione dei sogni.
Le interpretazioni fornite da Artemidoro e altri furono tramandate di generazione in generazione. Il primo a riprendere in mano l'argomento in epoca moderna fu mwatsSigmund Freud, che pubblicò a sua volta, nel mwatw1899, la sua mwat0mwat4Interpretazione dei Sogni, un testo fondamentale nella storia del pensiero.
Inoltre sono testimoniate antiche forme di mwauaesorcismo utili a liberarsi da sogni angosciosi, come la purificazione attraverso l'uso dell'acqua, il mwauesacrificio agli dei e il racconto della visione alla luce del sole.
Le notizie più antiche sui sogni nella letteratura greca si trovano nellmwaum'mwauqmwauuIliade.cite-ref-31[31] Un sogno di natura ingannevole venne inviato da Zeus ad Agamennone, per indurlo ad attaccare i Troiani senza Achille, affinché sul campo "muoiano molti Achei". Un altro sogno, che è invece tragicamente profetico, viene descritto nel decimo libro del poemacite-ref-32[32], dove si dice che il giovane re tracio mwau4Reso, alleato di mwau8Priamo durante la mwavaguerra di Troia, sognò la persona che lo stava sgozzando in quel momento, il nemico mwaveDiomede, penetrato di sorpresa nella sua tenda. Sempre nel poema omerico si accenna a due anziani interpreti di sogni, il troiano mwaviEuridamante e mwavmMerope di mwavqPercote, entrambi padri di due figli guerrieri: i quattro giovani, destinati anch'essi a finire vittime di Diomede (ma in combattimenti veri e propri), avevano ripetutamente sognato prima di partire per la guerra; Merope cercò di convincere i propri figli mwavuAdrasto e mwavyAnfio a non partecipare al conflitto, avendo ravvisato nelle loro visioni segnali di morte, ma essi non lo ascoltarono e mal gliene incolse,cite-ref-33[33] mentre Euridamante sbagliò l'interpretazione dei sogni fatti dai figli mwavsAbante e mwavwPoliido, che a suo dire non sarebbero caduti in battaglia.cite-ref-34[34] Fonti non omeriche dicono che Merope ebbe anche una figlia, mwaweArisbe, destinata a diventare la prima moglie di Priamo: da questa unione nacque mwawiEsaco, che eccelse in oniromanzia come il nonno.
Nellmwawq'mwawuOdissea si dice che i sogni possono provenire dagli dei o dal mondo dei morti, e possono essere ingannevoli o veritieri, ma sempre costituiti da una qualche inconsistente materialità, una sorta di fumo o nebbia, tale cioè da renderli percepibili dai sensi umani e connessi in qualche modo con la vita reale. Il sogno è dunque concepito come una via proveniente dall'al di là che permette di scoprire l'essenza intima dell'uomo e il suo destino.
«Ospite, i sogni sono vani, inspiegabili:
non tutti si avverano, purtroppo, per gli uomini.
Due son le porte dei sogni inconsistenti:
una ha battenti di corno, l'altra d'avorio:
quelli che vengono fuori dal candido avorio,
avvolgon d'inganni la mente, parole vane portando;
quelli invece che escon fuori dal lucido corno,
verità li incorona, se un mortale li vede.»cite-ref-35[35]
Lo scrittore romano cristiano mwax8Tertulliano dedica alla visione un'importante digressione incentrata sul sogno in epoca romana definendo i sogni come accidenti del sonno «e perturbazioni non indifferenti dell'anima. (...) Questa facoltà la chiamiamo estasi ed è un abbandono della percezione dei sensi e qualcosa di simile alla follia». Lo scrittore parla di una «combinazione che unisce il sonno all'estasi e da questa combinazione è derivata la natura del sogno». Nelle pagine successive lo scrittore parla del sogno presso i Romani, citando mwayaMarco Tullio Cicerone, mwayeGaio Giulio Cesare, mwayiBruto, mwaymCassio raccontati nei commentari di mwayqVitellio.cite-ref-36[36]
Il sogno nella mitologia norrena
Nei testi principali della mwaysmitologia norrena, come l'mwaywEdda poetica e l'Edda in prosa di mway0Snorri Sturluson, il dio mway4Baldr compie sogni premonitori della sua morte, confermati dal padre mway8Odino, che disceso in mwazaHel, scopre che li tutto è pronto per accogliere il morituro. La madre mwazeFrigg allora fa promettere ad ogni cosa o essere vivente che mai verrà offeso in alcun modo Baldr, tranne al giovane vischio. Alla fine, mwaziLoki ucciderà Baldr proprio con un ramo di vischio.
Sogno e filosofia
«Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni»
(William Shakespeare, La Tempesta, Atto IV)
Filosofia antica
Secondo mwazwPlatone i sogni non sono altro che i nostri stessi pensieri caricati emotivamente così da formare un intreccio di ragione e sentimenti che genera inganno poiché i sensi con la loro essenza ingannevole travolgono la ragione stessa. Così accade che qualcuno viva da sveglio come se sognasse, conducendo la sua esistenza nell'inganno e nell'illusione e non agendo secondo ragione ma seguendo i suoi sogni, i suoi desideri e passioni causando così la sua stessa rovina.cite-ref-37[37] Le caratteristiche dei sogni sono legate alla stessa personalità di chi sogna: essi saranno malvagi se il sognatore è malvagio, buoni se chi li sogna è d'animo buono.cite-ref-filosofiarai15975-38-0[38]
Per gli mwaayatomisti, non vi è nulla di misterioso e oscuro nel mondo dei sogni: mentre nel sonno i nostri sensi sono intorpiditi, una particolare aggregazione di atomi resta attiva nella nostra mente, che è sempre vigile, così che attraverso di essa si apre una strada materiale e sensibile che porta alla visione degli dei. I sogni sono dunque spiegabili meccanicamente come immagini che provengono dagli oggetti esterni e che più ci hanno colpito nella veglia e che, attraverso i pori, quando dormiamo, penetrano nei nostri corpi: «I sogni non hanno natura divina né potenza divinatoria, ma succedono a causa di immagini che ci hanno impressionati.»cite-ref-filosofiarai15975-38-1[38]
«E l'attività alla quale ognuno di solito è attaccato e attende,
o gli oggetti sui quali molto ci siamo prima intrattenuti
e nell'occuparsi dei quali è stata più intenta la mente,
in questi stessi per lo più nei sogni ci pare d'essere impegnati:»cite-ref-39[39]
Per mwabuAristotele, particolarmente interessato ai sogni, tanto da scriverne nei mwabyParva naturalia in tre saggi dedicati a questo tema specifico: mwabcDe divinatione per somnium, mwabgDe somniis e mwabkDe Somno et vigilia, il sogno è un esaltatore della realtà: il sogno, cioè, evidenzia quei piccoli stimoli sensoriali che abbiamo ricevuto durante la veglia e che attraverso il sangue giungono al cuore che ce li restituisce in una forma molto più intensa durante il sonno.cite-ref-40[40] Il sogno è «una sorta di immagine che compare nel sonno».cite-ref-41[41] L'mwaciimmaginazione ha la caratteristica di conservare un'immagine di qualcosa anche senza la sua presenza nell'intuizione sensibile per cui «l'immaginazione in realtà è un movimento prodotto dal senso quand'è in atto: ora il sogno pare che sia un'immagine (e noi diciamo sogno l'immagine prodotta durante il sonno sia in maniera assoluta, sia in quella maniera): è chiaro, pertanto, che il sognare appartiene alla facoltà sensitiva, e le appartiene in quanto è immaginativa»:cite-ref-42[42] Per Aristotele la funzione del sogno è quella di informare sulle condizioni di salute di chi sta sognando e quella di indicare il migliore comportamento possibile per il futuro:
«Ma allora è vero che tra i sogni alcuni sono cause, altri segni, ad esempio di quel che capita al corpo? I medici più acuti dicono che bisogna badare con molta attenzione ai sogni – ed è ragionevole che così la pensino anche coloro che, pur non avendo pratica dell’arte, ricercano e approfondiscono la verità. Gli stimoli che si producono di giorno, a meno che non siano molto grandi e forti, ci sfuggono di fronte a quelli più grandi della veglia. Nel sonno succede il contrario, perché anche i piccoli stimoli sembrano grandi. [...]
Di conseguenza, poiché gli inizi di tutte le cose sono piccoli, è chiaro che lo sono anche gli inizi delle malattie e degli altri accidenti che devono prodursi nel corpo. È evidente, quindi, che tali sintomi sono manifesti più nel sonno che nello stato di veglia. È in verità non è assurdo che talune immagini che si presentano nel sonno siano causa di azioni proprie a ciascuno di noi. […]
Così pure è necessario che i movimenti che hanno luogo nel sonno siano spesso gli inizi delle azioni fatte poi durante il giorno, giacché anche qui l’idea di queste azioni si trova agevolata la strada delle rappresentazioni della notte.cite-ref-43[43]»
Aristotele non crede che gli dei parlino agli uomini attraverso i sogni; se volessero farlo si mostrerebbero loro apertamente alla luce del giorno e sceglierebbero con cura i destinatari del loro messaggio:
«Poiché, in generale, anche alcuni animali oltre l’uomo sognano, i sogni non possono essere mandati da dio, e non esistono in vista di tale scopo: sono quindi opera demoniaca, perché la natura è demoniaca, non divina. Ed ecco la prova: uomini veramente semplici sono capaci di prevedere e hanno vividi sogni: ciò dimostra che non è dio che manda i sogni, ma tutti quelli che hanno natura ciarliera e strabiliare vedono visioni di ogni sorta. Dal momento che essi sono soggetti a stimoli numerosi e di ogni sorta, riescono ad avere casualmente visioni simili agli eventi e indovinano in questo come chi gioca a pari e dispari, perché anche a questo proposito si dice: «A furia di tirare, una volta o l’altra ce la farai»: lo stesso succede qui. Non è affatto assurdo, quindi, che molti sogni non si realizzino, come non si realizzano certi sintomi che si hanno nel corpo o certi segni celesti, quelli ad esempio, che preannunciano piogge o venti. […]
Questi impulsi producono delle immagini che permettono la previsione di quel che può capitare in tali casi. Ed è per questo che tali fenomeni si verificano negli uomini ordinari e non in quelli più saggi. Di giorno si verificherebbero anche nei saggi, se fosse dio a mandarli. Ma, com’è la cosa, è naturale che siano gli uomini ordinari a prevedere, perché il pensiero di costoro non è portato alla riflessione, ma, per così dire, è deserto e vuoto di tutto, e, una volta stimolato, è condotto secondo l’impulso stesso.cite-ref-44[44]»
mwadmArtemidoro nel II secolo d.C. è l'autore di uno dei pochi trattati del mwadqmondo greco a noi pervenuto sull'interpretazione dei sogni, dal titolo mwaduOnirocritica (mwadyὈνειροκριτικά), in cinque libri. Le sue fonti dovevano essere molto ampie se, come egli stesso scrive, aveva letto sull'argomento tutto ciò che era disponibile al suo tempo, raccolto durante i suoi viaggi in mwadcAsia, mwadgGrecia e mwadkItalia. Egli introduce una separazione: tra i sogni veri e propri e quelli falsi che sono delle semplici visioni, riferite a una condizione presente dell’anima o del corpo. Nei sogni veritieri si possono trovare quelli diretti, che non necessitano di un’interpretazione ma risultano chiari e comprensibili, e quelli simbolici e allegorici, per i quali è indispensabile un'interpretazione, costituendo essi possibili ammonimenti e indicazioni per il futuro.cite-ref-45[45]
Questa classificazione fu ripresa da mwad8Macrobio (V secolo d.C.) nei suoi mwaeaCommentarii in Somnium Scipionis. Secondo Macrobio ci sono cinque tipi di sogni. Tre di essi riguardano i sogni veritieri e sono utili a prevedere gli avvenimenti futuri: il mwaeesomnium, sogno oscuro che rivela il suo valore predittivo solo se viene interpretato; lmwaei'mwaemoraculum, dove appare un personaggio autorevole che formula una profezia e la mwaeqvisio, nella quale appare chiaramente ciò che è destinato ad avvenire. Sogni falsi sono invece lmwaeu'mwaeyinsomnium, che corrisponde alle "visioni" della classificazione di Artemidoro, e il mwaecvisum, presenti nel dormiveglia, nello stadio intermedio fra la veglia ed il sonno vero e proprio.
Cartesio
Già Platone aveva notato la difficoltà che talora sussiste nel distinguere il sogno dalla veglia: «Nulla vieta di credere che i discorsi che ora facciamo siano tenuti in sogno, e quando in sogno crediamo di raccontare un sogno, la somiglianza delle sensazioni nel sogno e nella veglia è addirittura meravigliosa».cite-ref-46[46] mwae4Cartesio ribadisce che il sogno è la quintessenza dell'inganno perché può essere così incisivo, nelle sensazioni che provoca, da confondersi con la realtà poiché nel sogno, sia pure superficialmente, si presentano talvolta quegli elementi della chiarezza e della distinzione che danno evidenza di verità alla realtà.
«Quante volte m'è accaduto di sognare, la notte, che io ero in questo luogo, che ero vestito, che ero presso il fuoco, benché stessi spogliato dentro il mio letto? È vero che ora mi sembra che non è con occhi addormentati che io guardo questa carta, che questa testa che io muovo non è punto assopita, che consapevolmente di deliberato proposito io stendo questa mano e la sento: ciò che accade nel sonno non sembra certo chiaro e distinto come tutto questo. Ma, pensandoci accuratamente, mi ricordo d'essere stato spesso ingannato, mentre dormivo, da simili illusioni. E arrestandomi su questo pensiero, vedo così manifestamente che non vi sono indizi concludenti, né segni abbastanza certi per cui sia possibile distinguere nettamente la veglia dal sonno, che ne sono tutto stupito; ed il mio stupore è tale da esser quasi capace di persuadermi che io dormo.
»
Gottfried Wilhelm von Leibniz
Nel pensiero di Leibniz la vita stessa della mwafcmonade non è altro che «un sogno ben regolato». Infatti «Non è impossibile, metafisicamente parlando, che ci sia un sogno continuo e duraturo come la vita di un uomo [...] Ma posto che i fenomeni siano legati non importa che li si chiamino sogni o no poiché l'esperienza mostra che non ci si inganna nella misura in cui si apprendono i fenomeni, quando essi sono appresi secondo le verità di ragione».cite-ref-48[48]
Immanuel Kant
La visione mwaf4illuministica di Kant lo porta ad escludere dal sogno un qualsiasi aspetto che possa riguardare la vita reale regolata da quei principi razionali che permettono quella comunanza e scambio di pensiero tra gli uomini che cessano se ciascuno crede nelle proprie visioni della realtà:
«Aristotele
dice in qualche luogo: «Vegliando abbiamo un mondo comune, ma sognando ciascuno ha il suo mondo». Mi pare che si potrebbe benissimo invertire l’ultima proposizione e dire: se di diversi uomini ciascuno ha il suo mondo proprio, è da supporre che essi sognino. Su queste basi, se noi consideriamo quei fabbricanti di castelli in aria, ciascuno dei quali costruisce a sé un mondo del proprio pensiero e lo abita tranquillamente escludendone gli altri […] attenderemo con pazienza, date le contraddizioni delle loro visioni, che questi signori abbiano finito di sognare. E quando finalmente, a Dio piacendo, essi saranno completamente svegli, quando cioè apriranno gli occhi a uno sguardo che non escluda l’accordo con altri intelletti umani, allora nessuno di loro vedrà cosa che non possa ugualmente apparire manifesta e certa a chiunque altro, grazie alla luce delle loro prove, e i filosofi abiteranno nello stesso tempo un mondo in comune, qual è quello che già da tempo occupano i matematici;
»
Arthur Schopenhauer
«Noi abbiamo sogni; non è forse tutta la vita un sogno?»
(A.Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, I, 5)
Tra i pensatori che hanno dedicato la loro attenzione in modo specifico alla problematica del sogno cogliendone il contraddittorio aspetto di un avvenimento reale che si manifesta nella materialità del sonno, che è grande parte della nostra vita, e che tuttavia si percepisce come parvenza e finzione, è mwagsArthur Schopenhauer il quale si chiede se si possa risolvere la contraddittorietà rifacendosi a un elemento chiaro e distinto che ci permetta di distinguere la diversità tra il sogno e la realtà.
Sostenere che una maggiore mwag0vivacità caratterizza la realtà in confronto alla frequente nebulosità del sogno non è possibile poiché il paragone tra l'una e l'altro dovrebbe avvenire confrontando i due eventi contemporaneamente mentre invece noi possiamo solo notare la differenza mwag4dopo aver sognato: in effetti noi confrontiamo non il sogno ma il «mwag8ricordo del sogno con la realtà presente.»cite-ref-schopenhauermondoi5-51-0[51] Schopenhauer contesta la soluzione kantiana che credeva che il principio di causalità che si presenta costantemente nel mondo reale permettesse di distinguerlo dal sogno e osserva che «[...] anche nel sogno ciascun particolare dipende parimenti in tutte le sue forme dal principio di ragione».cite-ref-52[52] La sua risposta a Kant potrebbe quindi essere formulata così: Tutto è sogno: la vita è un lungo sogno connotato da sogni brevi: entrambe le realtà presentano connessioni costanti ma non c'è rapporto tra il lungo sogno della vita e i sogni brevi che vi compaiono.
«L’unico criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realtà è in effetti quello affatto empirico del risveglio, con il quale in verità il nesso causale fra le circostanze sognate e quelle della vita cosciente viene espressamente e sensibilmente rotto».cite-ref-schopenhauermondoi5-51-1[51]
Come i poeti hanno fantasiosamente immaginato la vita come un sogno anche Schopenhauer metaforicamente descrive la vita e il sogno come «le pagine di uno stesso libro. La lettura continuata si chiama la vita reale. Ma quando l’ora abituale della lettura (il giorno) è terminata e giunge il tempo del riposo, allora noi spesso seguitiamo ancora pigramente, senza ordine e connessione, a sfogliare ora qua ora là una pagina: ora è una pagina già letta, ora una ancora sconosciuta, ma sempre dello stesso libro.» Dunque sogno la vita, sogno i sogni «Se, dunque, per giudicare scegliamo un punto di riferimento esterno ad entrambi, non troviamo nella loro essenza nessuna distinzione precisa e siamo così costretti a concedere ai poeti che la vita è un lungo sogno».cite-ref-schopenhauermondoi5-51-2[51]
Friedrich Nietzsche
In un breve aforisma mwaiqNietzsche indica nel sogno l'origine della credenza sugli spiriti, della separazione tra anima e corpo e, addirittura, della metafisica:cite-ref-53[53] «Nelle epoche di civiltà rozza e primordiale l'uomo credette di conoscere nel sogno un secondo mondo reale; è questa l'origine di ogni metafisica…».
Sogno e psicoanalisi
Le principali teorie
Nel mwai01900 mwai4Sigmund Freud nella sua celebre opera mwai8mwajaL'interpretazione dei sogni tentò di spiegare questa modalità di funzionamento dell'mwajeapparato psichico descrivendo la psicologia dei processi onirici e suddivise il funzionamento dell'apparato psichico in due forme che chiamò mwajiprocesso primario e mwajmprocesso secondario. Secondo questa teoria psicoanalitica classica, il sogno sarebbe la realizzazione mwajqallucinatoria durante il sonno di un mwajudesiderio rimasto inappagato durante la vita diurna.
Dopo mwajcFreud molti analisti di varie correnti si sono interessati al sogno. Contributi originali sono stati portati nel mwajg1952 da Ronald Fairbairn, per cui il sogno sarebbe un fenomeno schizoide, da interpretare alla luce della teoria degli oggetti parziali della mwajkKlein, ponendo l'accento sull'aspetto mwajosimbiotico della mwajspersonalità.
Walter Bonime nel mwaj01962 propone una teoria del sogno basata sulla concezione che il sogno sia un mwaj4autoinganno volto a preservare e a rafforzare un modello di vita, ponendo l'accento sull'aspetto mwaj8comportamentale sociale della personalità.
L'analisi dei sogni pietra miliare della psicoanalisi
Più volte Freud espresse la sua concezione attraverso la sua ormai nota formulazione secondo la quale «il sogno è la via maestra per esplorare l'inconscio».
È infatti con l'interpretazione dei sogni che nasce quella disciplina di indagine psicologica profonda chiamata mwakmpsicoanalisi.
Lo sviluppo della psicoanalisi è andata di pari passo con l'elaborazione e quindi l'analisi e l'interpretazione dei sogni non solo dei pazienti ma anche degli stessi analisti.
Freud dedicò una gran quantità di tempo, così come Jung e ogni altro psicoanalista esperto, all'analisi dei propri sogni. Anzi su questa questione si può tranquillamente dire che la psicoanalisi nasce con l'atto di ripiegamento mwakyriflessivo dello stesso Freud sui contenuti provenienti dall'inconscio che a lui si palesavano tramite le immagini oniriche dei suoi sogni. Così facendo egli per primo iniziò a percorrere una nuova via di conoscenza che fece di lui il pioniere e padre di quella moderna psicologia detta psicoanalisi che ben presto attrasse a sé una quantità enorme di medici e pazienti desiderosi di intraprendere tale percorso che tuttavia, come Freud fin dall'inizio precisò, solo secondariamente era psicoterapeutica essendo la psicoanalisi principalmente una via di conoscenza.
Freud per sua formazione tendeva ad andare in sintonia con la scienza ufficiale, ma la psicoanalisi nasce proprio perché Freud invece non si conformò alla scienza del tempo, che non dava alcun serio significato al sogno e al suo specifico linguaggio, e si ritrovò più in sintonia con la lunga tradizione delle credenze popolari.
La psicoanalisi ha sempre visto un'mwakkintelligenza in azione nei contenuti di pensiero che via via emergevano dall'attività onirica, contenuti che pur provenienti dalla medesima attività onirica alcuni psicoanalisti hanno chiamato più semplicemente mwakocontenuti dell'inconscio e altri anche mwaksmessaggi dell'inconscio ma che per entrambi hanno un'intelligenza.
Mentre questo lavoro di interpretazione dei sogni andava progredendo, la psicoanalisi come scienza viva ha precisato, modificando via via nel tempo la sua teoria generale del sogno, creando anche varie scuole di pensiero al proposito. Resta il fatto che il sogno e l'interpretazione del sogno costituiscono il fondamento che ha dato origine a questa disciplina ed anche ne ha determinato lo sviluppo e la creatività.
Il sogno secondo Sigmund Freud
Secondo mwak8Freud il sogno costituisce un mezzo tra i più efficaci per osservare le fantasie rimosse dall'area della coscienza durante il giorno, ma che vengono rappresentate come in una specie di mwalateatro durante la notte. I due meccanismi principali che sono deputati alla trasformazione e rappresentazione del materiale onirico sono lo mwalespostamento (di oggetto rappresentato) e la mwalicondensazione (una crasi di temi e simbolismi). Questo permette al mattino di ricordare, per un certo tempo, immagini mentali e relative emozioni, normalmente censurate.
Gli psicoanalisti imparano a interpretare i sogni dopo un lunghissimo periodo di analisi, detto mwalqtraining.
Critiche interne alla psicoanalisi delle concezioni freudiane del sogno
Oggi anche molti psicoanalisti trovano discutibili alcuni punti delle teorie di Freud. Raramente, infatti, i sogni riguardano la soddisfazione dei desideri, come in parte originariamente teorizzato da Freud: essi possono aiutare a ricostruire alcuni processi intrapsichici più ampi, mettendo in luce aspetti endopsichici conflittuali o strutturali, e possono assumere un ruolo importante nella guida interiore del soggetto per la propria reintegrazione psichica.
Il sogno nella cultura di massa
«I sogni son desideri
di felicità.
Nel sonno non hai pensieri
Ti esprimi con sincerità.»
(da: Cenerentola di Walt Disney)
L'interpretazione dei sogni nelle culture popolari è spesso semplicistica e le stesse formule chiave sono applicate indifferentemente a individui completamente diversi. La famosa mwalosmorfia napoletana è un elenco delle associazioni di immagini, situazioni, oggetti, avvenimenti con i numeri del gioco del mwalslotto, un dizionario mwalwmwal0prêt-à-porter dei desideri di uscire dalla necessità con una vincita risolutiva.
Dante Alighieri nella mwamamwameVita nuova (III, 4-11) sogna Amore personificato che tiene in braccio Beatrice addormentata, e nella mwamimwammDivina Commedia fa diversi sogni; nel poema non va poi dimenticata la rievocazione del sogno premonitore del mwamqConte Ugolino (mwamumwamyInferno - Canto trentatreesimo, vv. 22 - 55); inoltre il poeta, al culmine della sua esperienza straordinaria (Empireo, canto XXXIII del Paradiso), incapace per sua stessa ammissione, di descriverla a parole, fa ricorso a similitudini nelle quali dice tra l'altro «Qual è colui che somniando vede, /che dopo il sogno la passione impressa/rimane, e l'altro alla mente non riede,/cotal son io... Così la neve al sol si disigilla;/così al vento nelle foglie levi/si perdea la sentenza di Sibilla».
Nel dramma romanzesco mwamgmwamkLa tempesta di mwamoShakespeare il mago Prospero afferma (atto IV, scena I):"Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo di un sogno è raccolta la nostra breve vita ("We are such stuff as dreams are made on, and our little life is rounded with a sleep").
Nei mwamwmwam0Promessi sposi si ricordano le "fantasie" di mwam4Renzo Tramaglino durante la fuga verso l'mwam8Adda (capitolo XVII) e il sogno fatto da mwanadon Rodrigo appestato e tradito dal Griso (capitolo XXXIII).
Il sogno può essere a volte un escamotage per descrivere quelle sensazioni che derivano da eventi che per qualche ragione rimangono si nella memoria, ma in modo sfumato, dai contorni non certamente ben delineati. Per esempio, la decomposizione di una carogna nell'omonimo sonetto di mwaniBaudelaire nella raccolta poetica mwanmmwanqI fiori del male viene così descritta: «Le forme svanivano ed erano ormai un sogno,/un abbozzo lento a prendere forma/sulla tela obliata che l'artista porta a termine/solamente col ricordo».
Il sogno nell'arte
• mwaoamwaoeSogno di Innocenzo III di Giotto
• mwaommwaoqSogno di Costantino di Piero della Francesca
• mwaoymwaocSogno del cavaliere di Raffaello
• mwaokmwaooSogno di sant'Orsola di Vittore Carpaccio
• mwaowmwao0Sogno del nobiluomo di Antonio de Pereda
• mwao8mwapaUlisse e Diomede nella tenda di Reso di Corrado Giaquinto
• mwapimwapmIncubo di J. H. Fussli
• mwapumwapyIl sonno della ragione genera mostri di Francisco Goya
• mwapgmwapkSogno di una sedicenne di Natale Schiavoni
• mwapsmwapwIl sogno di Ossian di J. A. D. Ingres
• mwap4Il sogno dell'eunuco di Jean-Jules-Antoine Lecomte du Nouÿ
• mwaqemwaqiIl sogno di Henri Rousseau
• mwaqqmwaquSogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio di Salvador Dalì
Note
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cite-note-5252. ↑ Si intende il mwbaeprincipio di ragion sufficiente per cui nulla si verifica senza che sia possibile, per colui che conosca a sufficienza le cose, dare una ragione che basti a spiegare perché è così e non altrimenti, ossia ogni fatto ha una causa o un effetto precisi e spiegabili.
cite-note-5353. ↑ mwbaumwbayUmano, troppo umano, aforisma 5.
Bibliografia
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• Caterina Kolosimo, mwbcoSogni e astri, Milano, Astra, 2015
Voci correlate
• mwbc4Sonno
• mwbdaMorfeo
• mwbdiL'interpretazione dei sogni
• mwbdqLavoro onirico
• mwbdyOniromanzia
• mwbdgOnironautica
• mwbdoEsperienze extracorporee
• mwbdwLalla Romano, mwbd0Le metamorfosi
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itsogno, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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• (EN) Sogno, su The Visual Novel Database.
• mwbeqSognilucidi.it - Comunità ed enciclopedia italiana sui sogni lucidi
• mwbeyInterpretazione dei sogni più comuni, su librodeisogni.net.
• mwbegIl sogno, sul portale RAI Filosofia, su filosofia.rai.it.
• mwbeoInterpretazione dei Sogni - Android App, su play.google.com.
• mwbewInterpretazione dei Sogni - IOS App, su itunes.apple.com.